Diario di un coming out

Giugno 8, 2008

-II-

Archiviato in: Il diario — osbel @ 6:13 am
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Sono nata e vissuta in un isola fino ai 19 anni quando decisi finalmente di prendere un aereo per andare a visitare la mia migliore amica che studiava fuori. Prima di allora avevo varcato il mare solo per qualche giorno e mai per una scelta veramente mia.

Per chi vive in un isola è difficile liberarsi del mare. Non solo perchè gli spostamenti sono necessariamente più difficili, ma proprio perchè ti senti rinchiuso. Per arrivare a capire che oltrepassare quella distesa azzurra non è così difficile come sembra devi fare uno sforzo mentale consistente. Vivere in un fazzoletto di terra ti protegge dal mondo esterno però arriva un momento in cui non è più protezione quella del mare, ma una vera e propria reclusione. ti senti rinchiuso e le pareti di acqua è come se ti si stringessero attorno fino a diventare una piccola stanza in cui è difficile individuare la porta. Quando però la trovi e la varchi è l’inizio della scoperta. Scopri cibi, culture, nuove persone e personaggi che prima avevi solo letto nei libri e capisci che le distanze sono relative, che i luoghi comuni non sono poi così fondati, che forse non è vero che la tua terra è la migliore in tutto. È solo l’unica che conosci.

Iniziai a viaggiare per caso e per sfida e una volta fuori dalla mia piccola progione capii che non avrei potuto vivere tutta la vita nella terra ferma. Per forza sarei dovuta tornare nel mio piccolo fazzoletto perchè volente o nolente ci avevo lasciato un pezzetto di me stessa.

Giugno 7, 2008

-Caramel Pop-

Archiviato in: music — osbel @ 7:44 pm
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-I-

Archiviato in: Uncategorized — osbel @ 1:29 pm
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Quando piango mi diventano gli occhi e il naso rossissimi. Le due parti del mio viso reagiscono in maniera diversa al rossore: gli occhi si rimpiccioliscono e il in naso si ingrandisce. Non proprio una bella visione. Non riesco neanche a guardarmi allo specchio. Poi quando guardandoti allo specchio non riesci a riconoscerti è come se non lo facessi.

Ho pensato molte volte che prima di iniziare una relazione con un’altra persona è essenziale conoscere se stessi e capire cosa si vuole, cosa si cerca. Ho anche pensato che forse stare con una persona mi avrebbe aiutato a conoscere meglio me stessa. Però dopo vari fallimenti le domande si fanno sempre più insistenti nella tua mente, ti chiedi se sei tu che non sei capace di amare o non sei capace di affezzionarti ad un’altra persona, se non sei capace di provare attrazzione fisica o di mettere da parte te stessa per pensare a qualcun’altro. Le risposte non si fanno vedere quindi si rimane con le domande che fluttuano nella mente, che girano vorticosamente fino a sfinirti. Fermarle è impossibile però qualcosa si può fare: si può parlarne con qualcuno. La parola è una capacità peculiare dell’uomo, la capacità di formulare frasi e concetti tramite un ricchissimo vocabolario ce l’abbiamo solo noi. Però non c’è niente di più difficile di comunicare, per me almeno.

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